domenica 1 settembre 2013

venerdì 30 agosto 2013

APPUNTI PER ESERCITAZIONI. APERTURA DEL DIAFRAMMA

APPUNTI


DIAFRAMMA 
 
Il diaframma è un meccanismo interno all'obiettivo, formato da lamelle metalliche sovrapposte, le quali formano un foro regolare che determina il diametro del fascio luminoso (apertura) e quindi l'intensità dell'illuminazione che colpisce il piano pellicola. L'apertura è la dimensione del foro nel diaframma dell'obiettivo, ed è indicato dai valori “f” segnati su un anello dell'obiettivo chiamati stop o diaframmi. I valori più comuni, dal più aperto al più chiuso, sono: f/1.4 – f/2 – f/2.8 – f/4 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16. Aprendo di un diaframma (o stop), per esempio da f/5.6 a f/4 l'ampiezza del foro nel diaframma raddoppia e quindi permette al doppio della luce di passare, sempre parità di tempo d'esposizione. Il diaframma si comporta come una pupilla, dosa la luce che attraversa l'obiettivo: si chiude quando c'è tanta luce e si apre quando la luce è scarsa. Con diaframma più chiuso (f/11) avremo una maggiore profondità di campo. Il diaframma si può regolare manualmente o automaticamente.


TEMPO DI ESPOSIZIONE

I numeri sul disco selettore dell'otturatore si chiamano tempi d'esposizione. Il tempo d'esposizione (della pellicola), determina la durata d'apertura della tendina dell'otturatore nella macchina fotografica permettendo così, di impressionare la pellicola. I tempi d'esposizione, espressi in secondi, più comuni sono: 1/8 – 1/15 – 1/30 – 1/60 – 1/125 – 1/250 – 1/500 – 1/1000. Variando da 1/125 (un centoventicinquesimo di secondo) a 1/250 (un duecentocinquantesimo di secondo) si dimezza il tempo, quindi si dimezza la quantità di luce che impressiona la pellicola, sempre a parità d'apertura di diaframma. Impostando un tempo d'otturazione veloce si riesce a congelare un’azione, mentre con un tempo lento si crea un effetto mosso per esaltarne la dinamicità. Importante è la scelta del tempo d'esposizione perché da esso dipende la nitidezza della fotografia. Il tempo d'esposizione è regolabile sia manualmente sia automaticamente.



PROFONDITA' DI CAMPO

Sulla pellicola si forma l'immagine degli oggetti che si trovano davanti all'obiettivo. L'immagine risulta nitida solamente quando la distanza tra l'obiettivo e la pellicola è corretta (piano focale). Oltre al piano focale abbiamo una zona d'accettabile nitidezza, che è la profondità di campo. La profondità di campo è la distanza fra i soggetti più vicini e quelli più lontani contemporaneamente a fuoco. Sono tre i fattori che influenzano la profondità di campo: 
 l'apertura del diaframma, la distanza del soggetto, la lunghezza focale dell'obiettivo.
 Più chiudi il diaframma, maggiore è la profondità di campo. Minore è la lunghezza focale, maggiore diviene la profondità di campo. Maggiore è la distanza tra il soggetto e l'obiettivo, più estesa è la profondità di campo.


OBIETTIVI

Gli obiettivi fotografici sono il mezzo attraverso il quale le immagini arrivano ad impressionare la pellicola. L'obiettivo è costituito, oltre che dalle lenti, da una serie di meccanismi di controllo quali il diaframma e il sistema per la messa a fuoco dell'immagine. Gli obiettivi si dividono in base alla loro lunghezza focale, che si esprime in millimetri (mm). La lunghezza focale è data dalla distanza tra il centro della lente e il suo fuoco principale, che è il punto in cui convergono tutti i raggi della luce, quindi maggiore è la distanza, maggiore è la lunghezza focale.

Mi sono esercitata modificando i tre fattori che influenzano la profondità di campo:

LA FOCALE. Dallo stesso punto ho effettuato 3 scatti con focale differente

 focale 28 mm

 focale 70 mm

   focale 135 mm


APERTURA DEL DIAFRAMMA 

   f/5,6

f/14  

  f/32

DISTANZA DAL SOGGETTO (mi sono avvicinata)







ANTICHI REGALI


martedì 27 agosto 2013

lunedì 26 agosto 2013

domenica 25 agosto 2013

venerdì 23 agosto 2013

ESERCITAZIONE. Velocità di scatto/Tempo di esposizione

Il programma di scatto è la modalità con cui la fotocamera gestisce la coppia tempo/diaframma. I simboli relativi che trovo sulla ghiera della mia Canon sono:

P = programmato: la fotocamera sceglie sia tempo che diaframma, lasciando però la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma o di sovra o sotto esporre.

TV = a priorità di tempi: si può scegliere il tempo di scatto, mentre la fotocamera regolerà il diaframma di conseguenza. E' una modalità molto utile quando abbiamo bisogno di un tempo molto breve o, al contrario, molto lungo.

AV= a priorità di diaframmi: scelgo il diaframma e la macchina automaticamente restituisce il giusto tempo di posa.

M = manuale: libertà su tutti i parametri.

AUTOMATICO = la fotocamera decide sia tempo che diaframma. Non si può modificare alcun parametro.



Ho provato a esercitarmi su uno stesso soggetto con i diversi programmi di scatto.

TORINO. LUCI D'ARTISTA




giovedì 22 agosto 2013

mercoledì 21 agosto 2013