venerdì 5 luglio 2013

ESERCITAZIONE. Il bilanciamento del bianco

Il bilanciamento del bianco


flash

fluorescente


luce diurna

nuvoloso

ombreggiatura

tungsteno

   personale

Appunti.

La luce che usiamo per le nostre foto cambia in continuazione durante l'arco della giornata e risente del fatto che il cielo sia nuvoloso oppure sia completamente sereno. Il cambiamento diventa ancora più marcato, poi, se passiamo dalla luce solare a quella artificiale, oppure se mescoliamo le due. I fotografi professionisti lo sanno bene, infatti dispongono di filtri e di pellicole particolari per far fronte a ogni occasione. Tuttavia le fotocamere digitali nascono per mettere chiunque nella condizione di scattare foto ben fatte e corrono in nostro soccorso con un sistema di correzione automatico della luce disponibile così da conservare i colori più naturali possibile.
Nel menu per governare il bilanciamento del bianco si può solitamente scegliere tra sette opzioni: automatica, manuale con campione, luce diurna, luce da lampade a incandescenza, luce da lampade al neon (fluorescenti) con scelta di tre tipi, nuvoloso e luce da flash esterno aggiuntivo. Ciascun parametro, ad eccezione dell'automatico e del completamente manuale, consente anche di correggere la regolazione raffreddando o riscaldando leggermente l'immagine.
In pratica è come se la macchina disponesse al proprio interno di una serie di filtri elettronici e li utilizzi automaticamente ogni volta che sia necessario, per togliere le dominanti di colore che farebbero apparire innaturale la scena inquadrata. La tecnica si chiama bilanciamento del punto di bianco perché mira a individuare gli oggetti bianchi nella scena e a farli apparire completamente neutri, senza dominanti rossastre, bluastre o giallastre che invece trasparirebbero usando l'impostazione sbagliata per il tipo di luce. Una volta che si è corretto il bianco, anche tutti gli altri colori appariranno naturali.
Quasi sempre il sistema automatico funziona bene, ma possono capitare situazioni in cui la presenza contemporanea di luci diverse induca la macchina in errore. Per tale motivo, moltissime fotocamere digitali moderne consentono d'impostare manualmente il tipo di luce con cui stiamo fotografando. Se per esempio la giornata è nuvolosa, possiamo impostare il bilanciamento del punto di bianco a "Cloudy". Se invece ci troviamo in casa e gran parte della luce proviene da lampadine a incandescenza, possiamo impostare la macchina su "Incandescent" e via di questo passo. Esiste anche la possibilità di regolare il punto di bianco con precisione scegliendo l'opzione "White Balance Preset" e puntando l'obiettivo su un oggetto bianco (un foglio di carta ad esempio). In tal modo la macchina leggerà il tipo di luce riflessa dall'oggetto e modificherà le proprie impostazioni in modo da far apparire corretti anche tutti gli altri colori.
Ci sono tuttavia alcune situazioni in cui nemmeno il bilanciamento manuale risolve il problema vuoi perché la luce disponibile non ricade perfettamente in nessuna delle possibilità previste dal menu di regolazione vuoi perché vorremmo mantenere una certa dominante per creare un effetto emotivo nell'immagine (renderla più calda o più fredda, aggiungendo rosso e giallo oppure blu). Prendiamo ad esempio la foto di un tramonto o di un'alba, caratteristici per le loro tonalità di colore. Se usiamo il bilanciamento manuale o automatico del punto di bianco, le particolarità di colore rischiano di andare perdute sotto l'occhio equalizzatore della macchina.

martedì 10 gennaio 2012

Rimani in attesa finché l'oggetto della tua attenzione non afferma la tua presenza. Minor White

domenica 8 gennaio 2012

La scienza interpreta lo sguardo in tre modi (combinabili); in termini di informazione (lo sguardo insegna), in termini di relazione (gli sguardi si scambiano), in termini di possesso (attraverso lo sguardo tocco, raggiungo, colgo, sono colto). ... Sempre, lo sguardo cerca: qualcosa, qualcuno. E' un segno inquieto: dinamica singolare per un segno: la sua forza lo deborda". Roland Barthes, DRITTO NEGLI OCCHI.

ESERCITAZIONE. Luce e Percezione

La visualizzazione è il processo di formazione dell'immagine fotografica finale nella mente del fotografo, prima ancora che questi compia i primi passi per l'effettiva realizzazione della fotografia. Il problema del principiante è quello di divenire consapevole della luce e dei valori tonali in termini di valori di stampa, e la precisione percettiva aumenta con lo studio e la pratica.






Fotocamera utilizzata Canon EOS 5D Mark II, obiettivo EF28-135 mm f/3.5-5.6 IS USM, 16/11/2012 ore 15 Milano - home, Velocità otturatore 1/25, Manual, ISO 3200, Focal Length 80mm



Fotocamera utilizzata Canon EOS 5D Mark II, obiettivo EF28-135 mm,  f7,1, 41 mm Velocità otturatore 1/640 SEC, Manual, ISO 1600

venerdì 25 novembre 2011

André Kertész















Non sono realmente interessato alle pompe di benzina o ad alcunché riguardi le pompe di benzina. E' solo una scusa come un'altra per vedere.      Joel Meyerowitz
La capacità delle fotografie di evocare piuttosto che di dire, di suggerire piuttosto che di spiegare, la rende materiale affascinante per lo storico, l'antropologo o lo storico dell'arte che voglia estrarre una sola immagine da una grande raccolta e usarla per raccontare le proprie storie. Ma tali storie possono anche non avere niente a che fare con l'originale contesto narrativo della fotografia, con l'intento del suo creatore o con le modalità di fruizione del suo pubblico in prima battuta.
Martha Sandweiss

venerdì 11 novembre 2011

giovedì 10 novembre 2011